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Val d’Enza, Sassi: “Accuse gravi. Unione dovrebbe costituirsi parte civile”

Dichiarazione di Gianluca Sassi, consigliere regionale dell’Emilia-Romagna, in merito all’indagine che ha portato all’arresto del vice comandante della polizia municipale.

 

Se la magistratura dovesse confermare quanto emerso dalle indagini, vuol dire che la situazione all’interno del corpo di polizia municipale della Val d’Enza era compromessa da tempo. Per questo adesso la priorità deve essere quella di ristabilire un clima di totale serenità per permettere alle donne e agli uomini della polizia municipale, a cui va tutta la mia vicinanza, di poter tornare a lavorare tranquillamente per il bene della nostra comunità. A loro vorrei anche ricordare che, proprio grazie alla legge sul “whistleblowing” che il MoVimento 5 Stelle ha voluto fortemente e fatto approvare nel corso della scorsa legislatura, situazioni di questo genere possono essere denunciate senza aver paura di ripercussioni di nessun tipo sul luogo di lavoro. Adesso attendiamo che la magistratura faccia il suo lavoro. Certo è che se le accuse dovessero essere confermate ci troveremmo di fronte a una situazione molto grave verso cui i sindaci dell’Unione prima di tutto, dovrebbero reagire con fermezza per tutelare l’immagine delle istituzioni che rappresentano. Per questo in un eventuale processo a carico delle persone arrestate l’Unione si dovrebbe costituire parte civile. Infine, vorrei esprimere il mio personale apprezzamento verso chi ha condotto le indagini, con i carabinieri di Castelnovo ne’ Monti, la Procura e la Municipale di Reggio Emilia.

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