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TASSA DI SOGGIORNO GESTIONE CRITICA A 7 ANNI DALLA SUA INTRODUZIONE, MEGLIO ABOLIRLA

La tassa di soggiorno continua ad essere applicata a macchia di leopardo con casi di vera e propria concorrenza sleale e senza controlli sulla finalizzazione dei fondi raccolti

Nel 2011 il Governo aveva introdotto la possibilità, per i Comuni, di richiedere l’applicazione dell’imposta di soggiorno sul pernottamento nelle strutture alberghiere del proprio territorio, con l’obbligo di destinare i proventi dell’imposta di soggiorno a progetti finalizzati alla promozione del sistema turistico locale.

Il consigliere Sassi ha presentato una interrogazione in cui, partendo dalla constatazione di come la tassa di soggiorno abbia finito per essere interpretata alla stregua di uno dei tanti canali di finanziamento degli Enti locali, tra l’altro applicata senza uniformità, chiede alla Giunta regionale di attivarsi per giungere alla sua abolizione.

Tra le richieste del consigliere Sassi, nel caso si insista per mantenere tale imposta, l’emanazione di un regolamento regionale che omogeneizzi tale imposta su tutto il territorio regionale, rivendicandone la competenza nel percorso di autonomia appena intrapreso, il rendere pubblici i dati riguardanti gli introiti dell’imposta e soprattutto i dati relativi alla destinazione dei proventi facendola ritornare alla sua natura propria di imposta di scopo.