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SASSI (Ex M5S) PDL ALLE CAMERE PER PROTEGGERE LA PRIMA CASA IN CASO DI DEBITI

PRESENTATA PROPOSTA DI LEGGE PER PROTEGGERE LA PRIMA CASA IN CASO DI DEBITI.GIANLUCA SASSI (EX M5S): “COSÌ DIAMO AL GIUDICE DELL’ESECUZIONE LA POSSIBILITÀ DI SOSPENDERE LA PROCEDURA ESPROPRIATIVA IMMOBILIARE”

Gianluca Sassi, consigliere regionali ex MoVimento 5 Stelle, ha presentato una proposta di legge alle Camere avvalendosi della facoltà sancita dall’articolo 121 della Costituzione. Oggetto del pdl è “la necessità di tutelare la prima abitazione in cui risiede il debitore per evitare che i suoi diritti subiscano una diminuzione rispetto agli interessi del creditore”

Viste anche le notizie stampa, che riportano un caso di reazione estrema ad ASTI, dove un novantenne ex mobiliere ha sparato a chi doveva valutare il suo immobile, perchè temeva il pignoramento, si è fatto urgente il presentare una proposta di legge per rimettere su un piano paritario i diritti del creditore con quelli del debitore senza che ciò pregiudichi un diritto fondamentale, cioè il diritto alla prima casa e il dovere della società di impedire che un soggetto, il debitore, non abbia più la possibilità di vivere in nella propria prima ed unica abitazione, è quanto propone il Consigliere Sassi, con un PDL alle Camere, che consta di tre articoli: nel primo si stabilisce la tutela e la garanzia del diritto di proprietà dell’abitazione quale fondamentale diritto riconosciuto dalla Costituzione. Con l’articolo 2 si apportano delle modifiche all’articolo 560 del Codice di procedura civile, mentre con il successivo articolo si introduce, per il debitore, la possibilità di preservare la propria casa in quanto unico immobile abitativo depositando una relazione attestante la situazione debitoria e una somma non inferiore a 10.000 euro..

“Il nuovo testo dell’art. 560 del Codice di procedura civile voluto dal Governo Renzi, prevede infatti, che il giudice possa disporre la liberazione dell’immobile pignorato con salvaguardie meno ampie per il debitore rispetto a quanto stabilito precedentemente” spiega Sassi. La casa è un bene indispensabile per la crescita e la vita di una famiglia, occorre dare la possibilità all’esecutato di interloquire con il giudice e dimostrare che si tratta di prima ed unica casa, con una serie di certificazioni attestanti la condizione reale, in tal modo il giudice potrà congelare la procedura esecutiva e valutare se ci sono le condizioni per evitare lo sfratto della famiglia – conclude Sassi – informando che sul tema ha depositato anche  il progetto di legge regionale ‘Istituzione dell’organismo regionale di composizione delle crisi da sovraindebitamento” che prevede una specifica procedura di composizione della crisi debitoria ponendo tra i suoi cardini anche una maggiore tutela per l’abitazione principale.