Home | Notizie | Plastic-Free un obiettivo concreto

Plastic-Free un obiettivo concreto

C’era ancora il Muro d Berlino e molti parlamentari eletti poche settimane fa ancora non erano nati, quando alcuni ricercatori dell’Agenzia nazionale degli Stati Uniti per l’atmosfera e gli Oceani preconizzarono la formazione dell’isola di Plastica nel nord del Pacifico. Che si è effettiva formata ed ingrossata, così come sta avvenendo in altre aree degli Oceani. Nel tempo la plastica delle isole galleggianti negli Oceani si sono disintegrate in pezzi sempre più minuti, restando però plastica, e divenendo più pericolosi per l’ambiente e per gli essere viventi. Tutti, ovviamente noi compresi, perché la plastica entra nella catena alimentare.

Questo è il problema. Una volta nata, la plastica, se non progettata per potere essere riciclata e riutilizzata, ha un’elevata probabilità di finire sulle nostre tavole. Non come contenitore o stoviglie, ma come alimento.

La comunità scientifica e le istituzioni di molti paesi e organizzazioni, come l’Unione Europea, hanno avviato iniziative per affrontare il problema. E farlo alla radice, vale a dire lavorando perché. nasca solo la plastica destinata ad essere riutilizzata o degradarsi e morire senza inquinare o entrare nella catena alimentare.

È molto chiara, per esempio, la  comunicazione della Commissione al Parlamento Europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni  nell’ambito della cosiddetta “Strategia europea per la plastica nell’economia circolare (SWD 2018- 16 final), quando afferma di dovere arrivare presto a “un’industria della plastica intelligente, innovativa e sostenibile, in cui la progettazione e la produzione rispettino pienamente le esigenze di riutilizzo, riparazione e riciclaggio”.

Sono molto chiare le scelte della catena di supermercati Ekoplaza, con le sue isole plastic-free, con almeno 680 prodotti organici in contenitori plastic-free.

E quello che avviene ad Amsterdam può accadere in tutto il mondo, Italia compresa.

Meno plastica all’origine, meno plastica alla fine. Più plastica progettata per rivivere, più plastica progettata per essere riciclata o per scomparire senza finire in quello che mangiamo.

Ricerca, progettazione, produzione, distribuzione sono i terreni su cui possono agire le proposte dell’Unione Europea e le esperienze in corso.

L’obiettivo è che alla fine quella di plastica nell’Oceano, diventi l’Isola che non c’è.