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Metodo o Merito? le mafie “tremano” …

Grazie, Presidente. Devo ancora capire se le proposte del Movimento 5 Stelle sono proposte che devono basarsi sul metodo o sul merito e devo ancora capire come riuscire a mettere d’accordo le diverse anime e visioni della maggioranza di questa Assemblea. Ho sentito poco fa dire che quando si è d’accordo sul merito il metodo in fondo non è così fondamentale ma l’importante è essere d’accordo sul merito, per sentire poco dopo che il merito è assolutamente condivisibile ma il metodo assolutamente no. Un giorno riuscirò a capire questa cosa e cercherò di capire, a seconda di quelli che saranno gli interlocutori di questa Assemblea, come presentare un testo affinché piaccia. Evidentemente non piace o forse non piace l’argomento o non piace il fatto che da quello che io sto scoprendo, andando a fare il mio lavoro, questa Assemblea ha fatto sempre e solo chiacchiere sull’argomento infiltrazioni mafiose. Sono andato all’URP, mi sono procurato il famoso libretto verde, che tengo sulla scrivania, ma tengo anche questo libro, che è un po’ più dettagliato e forse più utile, perché fa nomi e cognomi. Ho scoperto che noi dobbiamo sostanzialmente parlare di altro, lavorare in altri ambienti e non dentro una commissione speciale, e va bene, però il problema è che quando si lavora dentro agli organi preposti si produce aria fritta, e mi riferisco alla precedente legislatura, quando il Movimento 5 Stelle chiese un osservatorio contro le mafie e venne concesso in parte attraverso la legge 3/2011, dove l’articolo 12 cita “esercita funzioni di osservatorio sui fenomeni connessi al crimine organizzato”, ma poi vado a verificare quella che può essere la parte concreta che questa legge regionale ha prodotto in questi anni e scopro che all’articolo 15 si costituisce un centro di documentazione contro la criminalità organizzata. Ho chiesto in giro per vedere dove fosse questo centro di documentazione per consultarlo e dopo una breve ricerca l’ho trovato, sono andato, ho fatto anche delle fotografie, perché se per creare un centro di raccolta e documentazione contro le mafie dell’Emilia-Romagna devo scrivere un articolo di legge e produrre uno scaffale di libri e dieci dossier, tra i quali quello verde, in questa Assemblea dico che in questi anni si è fatta aria fritta. In quali ambiti e organi istituzionali di questa Regione noi dovremmo agire? Perché qui non si è agito ma si è istituito attraverso questa legge regionale (la legge 3/2011) questo organo, questo osservatorio, osservatorio che però non viene definito né nelle sue dotazioni né nella sua struttura né nelle sue dotazioni informatiche e informative, per cui la destinazione di questo osservatorio era anche raccogliere tutte le segnalazioni. A sentire qualcuno di questa Assemblea non possiamo fare una commissione di inchiesta ma abbiamo legiferato nel fare azioni concrete che hanno prodotto uno scaffale di libri, che con l’Emilia-Romagna c’entrano ben poco, a parte i dieci dossier che ci sono stati prodotti attraverso la collaborazione con Libera e finanziati da Emilia-Romagna, che sono in biblioteca dell’Assemblea. Nello scaffale di fronte la porta c’è uno scaffale di libri, libri interessanti – non sto denigrando né gli autori né i titoli – gli argomenti sono importanti e la cultura è fondamentale, quindi produrre cultura contro la criminalità organizzata è fondamentale, però ho qualche dubbio che le mafie tremeranno con la sola cultura. Se il PD deciderà che si debba essere uniti su certi argomenti solo quando è il PD a proporli non c’è problema, perché così la prossima volta al posto di presentare qualcosa noi la passiamo alla segreteria del PD e la voteremmo comunque. Il problema è che si va in realtà a depotenziare e si dice che in Europa altri ambiti anche a livello europeo stanno intuendo che forse la mafia c’è anche da loro, ma il problema è che da loro la mafia è ormai diffusa ma loro ancora non se ne rendono conto e non so se ne sono resi conto fino in fondo, perché purtroppo per noi non hanno la nostra cultura dell’antimafia. Quando se ne accorgeranno veramente sarà già troppo tardi. Noi che potremmo essere capostipiti della lotta alla mafia aspettiamo loro perché fanno meglio loro di noi, e in certi casi forse purtroppo è anche vero. A detta di qualcuno non si possono fare commissioni ma si può legiferare il nulla producendo uno scaffale di libri per il quale bastava uno stanziamento di bilancio e non una legge. La cultura antimafia è fondamentale ma se non viene seguita da azioni concrete come quella che poteva essere una commissione che, a quanto pare e a quanto penso di intuire, non verrà votata dal gruppo di maggioranza non vedo cosa potremmo produrre di concreto. A questo punto proporrò di emendare la legge n. 3/2011 perché è assolutamente inutile; facciamo una voce di stanziamento di bilancio per la biblioteca e facciamo una figura migliore. Per il resto, speriamo che i mafiosi comincino a tremare per la così profusa cultura che la Regione Emilia-Romagna riuscirà a fornire in termini di antimafia. Grazie.

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