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Legalità. Inchiesta Octopus, Sassi (Ex M5S)

Legalità. Inchiesta Octopus, Sassi (ex M5S): verificare se ci siano rapporti tra Regione e indagati

Il consigliere invita anche la Giunta a munirsi di una piattaforma online che permetta di effettuare procedure comparative, semplici, veloci e accurate, delle offerte di consulenza

“Fare accurate verifiche interne per appurare se i soggetti coinvolti nella maxi inchiesta Octopus abbiano avuto rapporti di tipo professionale o di fornitura di servizi con l’Amministrazione regionale o con gli enti da essa controllati o partecipati, in particolare le Aziende sanitarie. Questo per verificare la legittimità dei rapporti intrattenuti”. A chiederlo all’esecutivo regionale è Gianluca Sassi, consigliere Ex M5S ora del Gruppo Misto. 

Sassi ricorda che la chiusura della maxi inchiesta ha portato a 72 il numero di indagati e che fra loro “non sono pochi i nomi   dell’imprenditoria emiliana, di giornalisti e dirigenti sportivi”. Fra le accuse, ricorda il consigliere, ci sono “l’associazione a delinquere, le frodi fiscali, il ‘carosello’ sull’lva attraverso società denominate ‘cartiere’, le fatture per operazioni inesistenti, il riciclaggio e la truffa ai danni dello Stato”.

Non solo: nelle premesse il consigliere sottolinea che “l’indagine ha rilevato una vera e propria ‘strategia di gruppo’ con il concorso coordinato di tante società, ditte individuali e professionisti. Fra i soggetti coinvolti sembrano esserci anche professionisti e società che hanno fornito, su richiesta, consulenze e incarichi esterni a enti pubblici locali e fra questi anche ad enti che sembra già avessero, in realtà, le professionalità necessarie al loro interno. Tutto ciò- continua Sassi- fa presagire che le società e i professionisti indagati potrebbero essere coinvolti anche in altre consulenze pilotate e nel rilascio di documentazioni false da cui sarebbero derivate forme illecite di guadagno e vantaggi, a vario titolo, per tutti i soggetti coinvolti”.

Per questo il consigliere regionale domanda alla Giunta “se non ritenga opportuno, per il futuro, munirsi di una piattaforma online che permetta di effettuare procedure comparative, semplici, veloci e accurate, delle offerte di consulenza, sia per i casi di acquisizione non regolati da gara sia per le proprie acquisizioni nonché per quelle degli enti controllati e partecipati, in modo che si possa, di volta in volta, perseguire al meglio l’interesse dell’ente, raccogliendo le offerte e le richieste in un solo luogo, virtuale ma non dispersivo, rendendo così disponibile tale servizio anche agli enti locali del territorio regionale”.

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