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LA CANAPA, UNA RISORSA PULITA,PER UN’ECONOMIA SOSTENIBILE

Si parla sempre molto di ambiente, ma se ne parla anche molto a sproposito. Infatti, nonostante i tanti dibattiti, quando c’è una possibilità di sostituire il petrolio con materie prime naturali e rinnovabili, nessuno se ne accorge (così come nessuno si è mai accorto del più grande sperpero di risorse energetiche della Storia, quello del metano). Certo, è molto difficile oggi immaginare un’economia sviluppata che possa fare a meno del petrolio, dei milioni di alberi abbattuti ogni anno per fare la carta, e dei prodotti dell’industria chimica. Ed è altrettanto difficile immaginare una società affluente senza le montagne di rifiuti, l’inquinamento e gli altri danni all’ambiente a cui siamo da tempo abituati.
Eppure una concreta e fondata speranza esiste: questa speranza ci viene dalla canapa. Con le materie prime della canapa si possono produrre, in modo pulito ed economicamente conveniente, tessuti, carta, plastiche, vernici, combustibili, materiali per l’edilizia ed anche un olio alimentare di altissime qualità. La canapa è stata, tra le specie coltivate, una delle poche conosciute fin dall’antichità sia in Oriente che in Occidente. In Cina essa era usata fin dalla preistoria per fabbricare corde e tessuti, e più di 2000 anni fa è servita per fabbricare il primo foglio di carta. Nel Mediterraneo già i Fenici usavano vele di canapa per le loro imbarcazioni. E nella Pianura Padana la canapa è stata coltivata per la fibra tessile fin dall’epoca romana. Ma quali sono le materie prime della canapa, e quali prodotti se ne possono ottenere?

MATERIE PRIME – La canapa è una pianta dal fusto alto e sottile, con la parte sommitale ricoperta di foglie, e può superare i 4 metri d’altezza. La parte fibrosa del fusto si chiama “tiglio” e la parte legnosa “canapolo”. La canapa può essere coltivata per due scopi principali: per la fibra tessile o per i semi. Se si coltiva la canapa per la fibra tessile il raccolto va fatto subito dopo la fioritura, e si possono ottenere fibre tessili (20 %), stoppa (10 %) e legno o canapolo(70 %). Se invece si coltiva la canapa per i semi, la parte fibrosa o tiglio è interamente costituita da stoppa, cioè da fibra di qualità inferiore inadatta per l’uso tessile, ma che può sostituire la maggior parte delle fibre industriali. Una importante caratteristica della pianta di canapa è la sua produttività. E’ una delle piante più produttive in massa vegetale di tutta la zona temperata: una coltivazione della durata di tre mesi e mezzo produce una biomassa quattro volte maggiore di quella prodotta dalla stessa superficie di bosco in un anno. Molti contadini vogliono riprendere a coltivare la canapa se non altro perchè, data la sua velocissima crescita, essa sottrae la luce e soffoca tutte le altre erbe presenti sul terreno, e lo libera quindi da tutte le infestanti meglio di quanto non sappiano fare i diserbanti.

Ecco che cosa si può ricavare da queste materie prime.

1) Alimentare: Semi di canapa
I semi di canapa sono considerati come un alimento sorprendentemente nutriente, ricco di acidi grassi polinsaturi considerati essenziali per il funzionamento dei muscoli e dei recettori nervosi, come l’acido linolenico, linoleico e alfalinoleico. I semi di canapa privi di THC (la sostanza considerata droga) contengono tutti gli amminoacidi considerati fondamentali per la sintesi delle proteine da parte del nostro organismo. Essi rappresentano un aiuto nella prevenzione di colesterolo alto, asma, sinusite, artrosi, tracheite e malattie legate all’apparato cardiocircolatorio. Dai semi di canapa è possibile ottenere due ulteriori alimenti: olio di canapa e tofu di canapa. In Italia cominciano a riaffiorare aziende che producono alimenti a base di canapa.

2) Alimentare: Olio di canapa
Dai semi di canapa spremuti a freddo viene ricavato l’olio di canapa, un prezioso integratore naturale da utilizzare preferibilmente a crudo per il condimento degli alimenti. Proprio come i semi stessi, l’olio di canapa si presenta ricco di grassi polinsaturi considerati benefici per il corretto funzionamento dell’organismo, con particolare riferimento all’apparato cardiocircolatorio. È ricco di vitamina A, vitamina E e vitamine del gruppo B e presenta un gradevole sapore che ricorda le nocciole.

3) Bonifica
Le piante di canapa possono essere utilizzate per la bonifica di terreni contaminati da metalli pesanti attraverso un processo denominato “phytoremediation”. La canapa è considerata particolarmente adatta allo scopo, in quanto, attraverso il proprio apparato radicale, è in grado di espletare la propria efficace capacità chelante nei confronti di contaminanti come arsenico e rame, oltre che di solventi e pesticidi. Essa viene utilizzata per i processi di bonifica del suolo con particolare riferimento ad aree degradate e dismesse, consentendo di operare attraverso una metodologia poco dispendiosa. Attualmente l’impiego della canapa per la bonifica dei terreni si trova in Italia in una fase di sperimentazione.

4) Tessuti
La pianta di canapa è considerata maggiormente produttiva rispetto al cotone per quanto concerne le fibre tessili. Inoltre, rispetto alla coltivazione del cotone, la coltivazione della canapa richiede un impiego di pesticidi e di fertilizzanti decisamente inferiore. Ricordiamo che il cotone rappresenta una delle coltivazioni con finalità tessili dal maggior impatto ambientale, sia per l’ingente ricorso a pesticidi, sia per quanto concerne l’impiego di risorse idriche. Dalla canapa si ottengono filati resistenti utilizzabili per la produzione di tessuti destinati alla produzione di manufatti tessili, accessori e capi d’abbigliamento.

5) Tavole
La canapa può essere considerata come un importante sostituto del legno nell’ambito dell’edilizia e della falegnameria. Dalla canapa è infatti possibile produrre delle tavole robuste e resistenti che possono sostituire le comuni tavole in legno. Le tavole di canapa vengono ottenute dall’impiego dei fusti interi di questa pianta, che vengono pressati e assemblati con l’ausilio di un collante. In questo modo possono essere ottenute tavole più leggere e flessibili rispetto alle tavole in legno.

6) BioEdilizia
La canapa è sempre più impiegata in edilizia come sostituto del cemento e dei mattoni. Ne è un esempio tutto italiano biomattone in grado di assorbire la Co2. Si tratta di una tipologia di mattone progettata per catturare le emissioni di anidride carbonica che raggiungono l’atmosfere e per garantire allo stesso tempo un ottimo isolamento termico ed acustico, al fine di giungere alla possibilità di costruire un ambiente salutare in cui vivere, anche grazie alla completa permeabilità al vapore del mattone stesso, in grado di garantire un ottimo confort abitativo e di rappresentare uno strumento innovativo per la bioedilizia, sia nell’ambito della costruzione di nuovi edifici che della ristrutturazione di quanto già esistente.

7) Materie plastiche
Soprattutto per quanto concerne la produzione di materie plastiche, la canapa può essere considerata come una concreta alternativa al ricorso al petrolio, al fine di dare inizio ad un distacco dalla dipendenza da esso. La cellulosa contenuta nella pianta permette infatti di ottenere materiali plastici degradabili che possono essere utilizzati per la produzione di imballaggi e di materiali da impiegare con una funzione isolante.

8) Combustibili
Un altro importante ambito per il quale la canapa può essere considerata come un vero e proprio sostituto del petrolio è costituito dalla produzione di combustibili da biomasse. Utilizzare la canapa come materiale di partenza per la combustione non incrementerebbe infatti i quantitativi di Co2 rilasciati in atmosfera, in quanto l’emissione di anidride carbonica durante la combustione sarevve controbilanciata dal quantitativo di Co2 assorbito dalla canapa stessa nel corso della coltivazione delle relative piante.

9) Carta
Dalla stoppa e dalla parte legnosa della canapa (canapolo) rimaste a seguito dell’estrazione della fibra tessile o dei semi, è possibile fabbricare sia carta di alta qualità che carta di comune utilizzo, impiegabile ad esempio per la stampa di giornali e per la produzione di cartoni. Il vantaggio maggiore relativo alla produzione di carta a partire dalla canapa è costituito dal fatto che per la sua realizzazione è possibile utilizzare gli “scarti” di un’unica coltivazione di canapa pensata per la produzione di semi o di fibre tessili.

10) Pacciamatura
Il fusto di canapa truciolato può essere utilizzato per effettuare un’operazione spesso considerata di basilare importanza in agricoltura e giardinaggio. Si tratta della pacciamatura. Essa si effettua ricoprendo il terreno di materiali – ad esempio frammenti di corteccia – utili al fine di mantenere l’umidità del suolo e ridurre così le necessità idriche delle piante, innalzare la temperatura del suolo, impedire la crescita delle erbacce e proteggere il terreno da precipitazioni ed erosione.