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intervento in 3° seduta assemblea legislativa – Regione Emilia Romagna

Di seguito la sbobinatura del mio intervento in aula il 26/01/2014:

Grazie, presidente. Presidente, intanto approfitto di questo primo mio intervento per augurare a lei e alla Giunta un buon lavoro sperando di arrivare a dei risultati concreti a beneficio dei cittadini. Io non entro nel merito delle istanze in questa fase perché ci saranno le Commissioni su cui lavorare e lì entreremo nel merito di problematiche territoriali più specifiche e approfondite. Credo che noi del Movimento 5 Stelle avremo, da quello che ho sentito stamattina nella presentazione del suo programma, vita facile nei prossimi cinque anni, visto che molti temi che lei ha citato sono sostanzialmente parte del nostro programma. Siamo contentissimi di questo e se poi dai titoli passiamo a dei fatti concreti che siano un po’ allineati a quelle che sono le nostre idee lavoreremo sicuramente e ci troverà collaborativi su temi specifici e su peculiarità a noi molto vicine. Ne cito alcuni perché sono eclatanti che mi sono segnato appositamente, come il trasporto locale, su cui poco tempo fa abbiamo fatto un comunicato stampa sui problemi avuti nella linea Reggio – Sassuolo, che non è l’unica. Ha citato la partecipazione, quindi la voglia di far partecipare i cittadini ed essere più vicini ai cittadini anche per evitare quello scollamento tra cittadinanza e politica che si è evidenziato con l’astensione, che per noi equivale a un’idea di democrazia diretta o comunque quantomeno di consultazione continua dei cittadini. Ha parlato di consumo di suolo zero, di riqualificazione edilizia per l’efficienza energetica, che produrrà posti di lavoro, perché effettivamente la qualità degli edifici in Italia è molto bassa in molti casi, quindi riqualificare sarà senz’altro un bel bacino di posti di lavoro, tra l’altro di qualità e non di manodopera molto spesso presa se non in nero ma di basso livello per costruzioni di vecchio stampo. Per quanto riguarda la fusione di comuni, noi l’abbiamo nel programma da tempo, quindi ben venga. Abbiamo proposto in più occasioni l’accorpamento dei comuni sotto i cinquemila abitanti, era un’indicazione una valutazione di media ma va benissimo. Mi soffermo un attimo su uno degli argomenti che a me sta a cuore, perché è un po’ di tempo che me ne occupo, cioè i rifiuti. Noi a Reggio Emilia siamo abbastanza privilegiati, abbiamo spento l’inceneritore perché era fuori legge e non perché la politica ne avesse la volontà. L’inceneritore di Reggio è stato rappezzato non so quante volte e poi si è dovuto chiudere, “tanto c’è quello di Parma”. A Reggio si penserà poi di lavorare su un TMB, tra l’altro presentato dall’ex sindaco Delrio in diverse occasioni, che ha l’intenzione anche di arrivare alla produzione di energia. TMB non serve a produrre energia ma si pensa di fare del CDR, quindi del combustibile da rifiuti, ma il problema di per sé non è tanto la situazione di Reggio Emilia, che, come dicevo, sarà meglio discutere in maniera più dettagliata e approfondita nelle sedi opportune, ma quello che mi trova perplesso è il fatto che lei al punto 5.3 del suo programma, il punto riguardante i rifiuti, parla della necessità di approvare il precedente piano regionale per la gestione dei rifiuti e di elaborarlo (o è una cosa o è l’altra). Il fatto è che quel piano non è più attuale, quindi dal nostro punto di vista penso sia più il caso di analizzare lo stato dei fatti della differenziata oggi, del calo che c’è stato nella produzione dei rifiuti, che è dovuto in principal modo forse più alla crisi che non solo agli strumenti messi in campo per la riduzione a monte del rifiuto. Tutto questo è molto interessante vederlo nell’ottica di ciò che ci arriverà addosso dalla legge 133, la famosa “Sblocca Italia”, all’articolo 35. Noi possiamo fare tutti i regolamenti che vogliamo ma se appena arriva il decreto attuativo su quell’articolo noi avremo addosso qualunque cosa. Nel nostro territorio con gli inceneritori presenti in Emilia-Romagna potremmo bruciare anche le eco-balle di Napoli ed Emilia-Romagna o comuni interessati a questo non potranno aprire bocca perché è parte delle caratteristiche dell’articolo 35 dello “Sblocca Italia”. Come vi ha accennato la nostra Capogruppo all’inizio, l’Emilia-Romagna non ha impugnato queste azioni che il Governo sta cercando di mettere in campo con lo “Sblocca Italia”, di conseguenza sarebbe interessante conoscere come ci dovremmo comportare in questo senso. Ricordo anche il fatto che in campagna elettorale lei disse – le parole esatte non le ricordo – che avrebbe difeso le nostre coste e la nostra riviera, però c’è la trivellazione che lo “Sblocca Italia” prevede. Non so se quella è una collocazione appetibile, però il mare, come l’aria, non ha confini, quindi dove si fa un danno lo si fa per tutti. Per questo vi è il problema anche dell’incenerimento piuttosto che del superamento delle discariche, come lo stesso articolo 35 cita, aumento al massimo del potere calorifico di tutti gli impianti esistenti, anche se obsoleti, e investimenti su impianti obsoleti, quindi altri soldi, per bruciare nuovamente dei rifiuti. Di recupero di materie si parla, però dove non si riesce comunque si punta all’incenerimento. Questo non è un piano molto salubre per noi ovviamente, che puntiamo alla strategia dei rifiuti zero, che è il recupero dei materiali, creare quel ciclo di materia prima seconda che ancora non si è veramente avviato. In modo particolare – lo so per esperienza anche professionale – mi viene in mente da pensare al materiale plastico, che è quello che per gli inceneritori ha il più alto potere calorifico e quindi molto più appetibile. Non esiste una filiera compiuta e piena per quanto riguarda la materia prima seconda nel settore plastico perché è un materiale nato nel benessere e non nato nel bisogno, quindi se ne è fatto grande uso. Oggi non potremmo certo farne a meno – non dico che non debba essere utilizzato – ma c’è una serie di politiche per la riduzione a monte del rifiuto che deve essere messa in campo insieme ad aziende, ricerca, come lei stesso diceva, e università per fare in modo che qualunque prodotto la cui materia non ha possibilità di essere recuperata non può essere messo in circolazione. L’ingegnerizzazione a monte è fondamentale, fermo restando che poi con tutti gli sforzi che potremo mettere in campo a livello regionale, risorse e quant’altro lo “Sblocca Italia” in qualche modo poi non ce li vanifichi tutte. Per questo le chiedo con assoluta fermezza, come linea politica della Regione, di farsi carico di questo dialogo col Governo non dico per eliminare (io abrogherei l’articolo) ma per cercare, e mi sto soffermando solo su un punto del suo programma perché il resto ovviamente lo valuteremo con calma, di farsi carico di cercare di mediare questo tipo di intervento che hanno intenzione di fare, perché non è possibile rendere il territorio di una regione che dovrebbe essere eccellenza nel turismo – stiamo puntando lì, ed è questo che lei ha dichiarato, quindi giustamente orgogliosamente sarei contento di questo – insalubre, territorio con il quale certamente non attraiamo molto turismo. Tenga presente inoltre che la zona della food valley, dalle ultime mappe che ho visto io un mese fa (forse qualcosa è cambiato), è una delle zone più inquinate d’Europa; noi avremmo voluto che l’inceneritore di Parma nemmeno partisse e vedremo cosa potremo farne, però il fatto è che quelli che si possono chiudere vanno chiusi e tutti gli sforzi che l’Emilia-Romagna può mettere in campo per la corretta gestione dei materiali, del rifiuto industriale o civile non vengano vanificati dallo “Sblocca Italia” e da quanto il Governo possa mettere in campo al di là dei nostri regolamenti. Mi fermo qui e poi il resto vedremo nelle varie Commissioni come affrontarlo. Grazie.

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