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Gianluca Sassi (Ex M5S): Risposte fumose sul futuro dell’impianto a biogas di Gavassa

Gian Luca Sassi, consigliere regionale, ha depositato un’interpellanza urgente sul futuro impianto a biogas di Gavassa: fumose le risposte dell’assessora Gazzolo.

Area destinata al progetto di Biogas/Biometano proposto da IREN Ambiente S.p.A.

Nell’impianto Iren di Gavassa, previsto in un’area confinante con Correggio e San Martino in Rio, confluiranno da Reggio Emilia, Parma e Piacenza 100mila tonnellate annue di rifiuti umidi e 67mila di sfalci verdi, che verranno trasformati in 2.100 tonnellate di biogas e 53.000 di compost ad uso agricolo. In aggiunta al materiale in ingresso all’impianto, e al traffico stradale che verrà generato, verranno prodotti anche circa 30.000 tonnellate (annue) di scarti: tutti materiali che vanno gestiti separatamente e che produrranno ulteriore traffico stradale con relativo inquinamento atmosferico, da rumore e un notevole impatto sulla mobilità locale. Ma quanti saranno i camion in entrata e in uscita? L’ha chiesto, con un’interpellanza a risposta urgente, l’ex consigliere del Movimento Cinque Stelle Gian Luca Sassi.

“In merito alle valutazioni sul ‘traffico indotto’ all’impianto, sia in entrata che in uscita, nello Studio di impatto ambientale è compreso un elaborato specifico relativo. Arpae richiederà integrazioni al fine di chiarire se nell’analisi dei transiti attesi sono stati considerati anche i mezzi in uscita dall’impianto per il trasporto dell’ammendante e degli scarti di lavorazione”. La risposta dell’assessora Paola Gazzolo purtroppo non entra nel merito. Così come non risponde alle tantissime osservazioni delle associazioni ambientaliste e di semplici cittadini. E’ notizia di poche settimane che fa anche la Confcommercio di Reggio Emilia si è schierata contro l’impianto di biogas, preoccupata dall’impatto sul sistema viabilistico. Anche Arpae un mese fa è stata costretta a chiedere circa duecento integrazioni al progetto che, evidentemente fa acqua da tutte le parti e altre sono in fase di preparazione-sottolinea il consigliere Sassi.

La taglia dell’impianto è chiaramente sovradimensionata e dettata dalla volontà del proponente di realizzare l’impianto più grande possibile massimizzando i profitti ma ciò impone ai rifiuti in ingresso una maggiore percorrenza e conseguentemente un maggior inquinamento prodotto dagli automezzi dedicati al loro trasporto. Come consigliere continuerò a monitorare l’operato dell’assessorato alle Politiche Ambientali. Non è soddisfacente, quando c’è in gioco la salute dei cittadini, rispondere che “tra i ricavi principali previsti sono annoverati anche quelli da incentivo previsto dalla normativa sul biometano”. Gazzolo si riferisce alla frazione umida solo in funzione della produzione di biometano dimenticando che il vero compost di qualità è realizzato solo in modo aerobico e non produce alcun biogas o biometano -chiosa Sassi.