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Formazione regionale, Sassi (M5S): “Spesi milioni di euro per risultati pessimi. Intero sistema da rivedere”

Sassi2-300x190“I pessimi risultati in termini di efficacia del sistema di formazione messo in piedi dalla Regione è la dimostrazione, come sosteniamo da tempo, quanto sia necessaria una revisione immediata all’intero sistema. Quella che era una impressione, e che i dati oggi confermano essere certezza, è che la valanga di risorse che arriva dall’Europa serva, più che a dare una prospettiva lavorativa a chi ne ha bisogno, a foraggiare i soliti enti accreditati che di certo non godono di performance soddisfacenti”. È questo il commento di Gianluca Sassi, capogruppo regionale del M5S, all’inchiesta pubblicata oggi dal Corriere di Bologna riguardo al sistema della formazione professionale sostenuta dalla Regione, al centro anche di una interrogazione presentata oggi alla Giunta.
“Nel corso di questi primi due anni di legislatura abbiamo chiesto in più di un’occasione, attraverso diversi accessi agli atti, di conoscere quali sono i risultati di questo sistema – spiega Gianluca Sassi – Oggi scopriamo che siamo di fronte a una grave inadeguatezza della programmazione regionale dei servizi formativi che si aggiunge a quella dei servizi per l’impiego. La programmazione regionale del fondo sociale europeo da anni finanzia la realizzazione di sistemi informativi e di progetti di qualificazione e miglioramento. Il risultato è che i dati sono pochi, faticosissimi da ottenere, spesso non coerenti fra loro o incompleti, di complessa lettura, quasi reticenti e che la qualificazione e il miglioramento dei servizi non c’è, visto l’inefficacia delle attività formative svolte dagli enti accreditati e la carenza di risultati dei Centri per l’impiego, i servizi pubblici per il lavoro. In più da poche settimane i centri per l’impiego sono stati attribuiti alle competenze della Regione, che comunque già da oltre 16 anni svolgeva funzioni di indirizzo e di regolazione della loro attività: anch’essi di modestissima efficacia occupazionale e sostanzialmente marginale rispetto al mercato del lavoro. Una tappa obbligata per i disoccupati, per chi perde e per chi cerca lavoro, una tappa però quasi sempre inutile per trovare lavoro, un luogo al quale evidentemente non si rivolgono le imprese, che immaginano di non trovare lì le risposte alle loro esigenze occupazionali e di competenze qualificate. Ecco perché a nostro avviso è necessario rivedere radicalmente questo sistema, a cominciare dall’utilizzo delle ingenti risorse del Fondo sociale europeo per interventi effettivamente dedicati a disoccupati e imprese invece che per oliare, anno dopo anno, i soliti enti con la scusa di offrire un servizio che, è sì pubblico, ma i cui risultati sono a dir poco insoddisfacenti”.

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