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(ER) SASSI, EX M5S: TRASFORMIAMO I CIMITERI IN BOSCHI, LA GIUNTA RENDA POSSIBILE L’USO DELLA BIO URNA

Nel 2017 in Italia si sono superate le 155mila cremazioni pari al 23/24% del totale.  Il nostro paese però resta sostanzialmente l’ultimo in Europa, battuto solo dalla Grecia dove il rito era vietato fino al 2016. Persino nella cattolicissima Spagna il 50% dei decessi viene cremato. La legge italiana ha riordinato la materia il 30 marzo 2001, prevedendo la possibilità di dispersione delle ceneri. Dispersione che può avvenire solo dietro autorizzazione dell’ufficiale di stato civile e che va attuata sulla base di espressa volontà del defunto. Alle Regioni spettano i piani di coordinamento sul territorio, ai Comuni la realizzazione degli impianti. In linea generale quindi in Italia la cremazione è possibile ovunque, l’affidamento in ambito domiciliare ovunque ma con qualche difficoltà, la dispersione solo nelle regioni che hanno deliberato in materia. Di fatto, a seconda di dove vivi o muori puoi accedere ad un diritto – illustra l’ex consigliere regionale del Movimento Cinque Stelle Gian Luca Sassi.
Analizzando il dato territoriale, le regioni dove la cremazione è più sviluppata- in termini di rapporto percentuale delle cremazioni eseguite sul territorio rispetto al dato nazionale – continuano ad essere Lombardia (25,8%), Emilia-Romagna (14,6%) e Piemonte (14,3%), che dispongono del maggior numero di impianti di cremazione operativi e sono le regioni con maggiore mortalità. In particolare la Lombardia è in testa con 36.590 cremazioni, segue l’Emilia-Romagna con 20.600 e il Piemonte con 20.285 cremazioni (dati 2016-2017) – specifica il consigliere Sassi.
Tra le soluzioni adottabili, e già attive a Napoli e Roma, si sta diffondendo anche la “Bio urna” cioè un’urna interamente costituita da materiale biodegradabile. Nella capsula superiore ci sono dei semi e un substrato vegetale, in quella inferiore le ceneri del defunto.   L’idea alla base è quella di trasformare cimiteri in boschi, un’esigenza oggi più ‘viva’ che mai. Ho presentato sul tema una risoluzione per impegnare la Giunta regionale ad attivarsi per assicurare, in tutto il territorio emiliano-romagnolo, la concreta attuabilità di questa scelta.  Adoperandosi affinché i Comuni individuino e rendano disponibili aree pubbliche per tali finalità -conclude Sassi.

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