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(ER) SASSI, EX M5S: INIZIATA DISCUSSIONE PROPOSTA LEGGE PER EVITARE IL PIGNORAMENTO PRIMA CASA, PIU’ DI 300 GLI SFRATTI A REGGIO NEL 2017

(ER) SASSI, EX M5S: INIZIATA DISCUSSIONE PROPOSTA LEGGE PER EVITARE PIGNORAMENTO PRIMA CASA, PIU’ DI 300 GLI SFRATTI A REGGIO EMILIA NEL 2017
Una nuova norma per tutelare coloro che vivono grandi difficoltà economiche, salvaguardando la prima casa. Colpire le famiglie in difficoltà per poi intervenire a ricomporle è una pessima strategia.

Ieri in commissione Bilancio, Affari generali ed istituzionali è stata illustrata la mia proposta di legge alle Camere per proteggere la prima casa qualora ci siano debiti. Oggetto del pdl è “a necessità di tutelare la prima abitazione in cui risiede il debitore per evitare che i suoi diritti subiscano una diminuzione rispetto ai legittimi interessi del creditore, che comunque vanno tutelati” -spiega Gian Luca Sassi, ex consigliere del Movimento Cinque Stelle.
Una proposta per rimettere su un piano paritario i diritti del creditore con quelli del debitore. E’ dovere della società impedire che non si abbia più la possibilità di vivere nella propria unica, e prima, abitazione: anche in presenza di debiti il diritto alla casa rimane fondamentale. Tre articoli per modificare l’articolo 560 del Codice di procedura civile e introdurre, per il debitore, la possibilità di preservare la propria casa.
Nel 2017 in Emilia Romagna sono stati emessi 4.589 provvedimenti di sfratto (dati Ministero dell’Interno) di cui 4.365 per morosità (1.837 su Bologna e 2.528 nel resto delle province). 12.972 le richieste di esecuzione presentate all’ufficiale giudiziario e 2.971 gli sfratti eseguiti in tutta la Regione. A Reggio Emilia sono stati emessi 573 provvedimenti di sfratto, di cui ben 559 per morosità in città e provincia. 2.349 le richieste di esecuzione e 334 sfratti eseguiti in tutto l’anno. Numeri abnormi che ben rappresentano il problema. Sono convinto che, anche con eventuali modifiche, questo progetto possa diventare una vera legge -sottolinea il consigliere regionale.
La casa è un bene indispensabile per la crescita e la vita di una famiglia, occorre dare la possibilità all’esecutato di interloquire con il giudice e dimostrare che si tratta di prima ed unica casa. In tal modo il giudice potrà congelare la procedura esecutiva e valutare se ci sono le condizioni per evitare lo sfratto della famiglia. E’ arrivato il momento di prendere coscienza delle lacune della legislazione vigente e colmarle innescando un’inversione di tendenza fra leggi attuali che portano alla disperazione e la frantumazione delle famiglie, come lo sfratto esecutivo immediato per gli esecutati, ad una legislazione che non guardi soltanto agli interessi del sistema finanziario, ma che bilanci i diversi interessi in campo. Bisogna dare la possibilità al debitore di ricostruirsi un’esistenza, partendo dal mantenimento della sua abitazione principale. Per facilitare tutto ciò ho chiesto alla Regioni azioni a supporto di chi è oggetto del fenomeno di sovraindebitamento, istituendo l’Organismo di composizione della crisi da sovraindebitamento. Occorre contrastare i suicidi con azioni concrete e non solo con le frasi di cordoglio a posteriori -chiude Sassi.

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