fbpx
Home | Comunicato Stampa | Crisi ex Cormo, Sassi (M5S): “Regione immobile quando in ballo ci sono gli interessi di Legacoop”

Crisi ex Cormo, Sassi (M5S): “Regione immobile quando in ballo ci sono gli interessi di Legacoop”

treni-reggio-emilia-deposito“Nessuno tocchi la ex Cormo. La Regione ha il dovere di fare di tutto per impedire la chiusura dello stabilimento di San Martino in Rio che metterebbe a rischio centinaia di posti di lavoro. Non si può condannare le delocalizzazioni solo quando riguardano le multinazionali e fare finta di niente quando a farle sono gli amici di Legacoop”. È questo il commento di Gianluca Sassi, capogruppo regionale del M5S, in merito alla delicata situazione che ormai da tempo sta attraversando la ex Cormo di San Martino in Rio, adesso Open.Co, la cooperativa attiva nel settore dei serramenti nata dalla fusione con la Coop Legno di Castelvetro di Modena.

“La chiusura dello stabilimento reggiano non può essere assolutamente tollerato. Si tratta di una ditta sana e tecnologicamente avanzata – spiega Gianluca Sassi – La Giunta deve fare di tutto per scongiurare questa ipotesi. In ballo ci sono centinaia e centinaia di posti di lavoro. Sul caso Saeco la Giunta si è spesa molto, anche sui giornali, per portare avanti la richiesta di salvaguardia completa del sito produttivo. Sulla ex Cormo, invece, sembra essere calato il silenzio più assoluto. Non vorremmo che il problema fosse il tipo di interlocutore. Ovvero quando dall’altra parte c’è una multinazionale come la Philips ci si può permettere di fare la voce grossa. Quando dall’altra parte del tavolo ci sono invece gli amici di Legacoop, l’atteggiamento è sempre più accomodante. Crediamo che tutto questo sia inaccettabile. I lavoratori, in bilico ormai da tempo, hanno bisogno di certezze”.

Il capogruppo regionale del M5S chiede alla Giunta dei chiarimenti in vista della convocazione del tavolo istituzionale che dovrebbe svolgersi nelle prossime settimane in Regione. “Legacoop è già la seconda volta che viene in Regione per trovare una soluzione a tutela del sito di San Martino in Rio – conclude Sassi – La prima volta disattese gli accordi e sembrava volesse chiudere. Da quel giorno cosa è cambiato? Serve chiarezza”.

Lascia un Commento

WhatsApp WhatsApp us